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MiRT Radar n. 2
Tra il 2012 e il 2025, nelle 122 città analizzate da Confcommercio, sono spariti circa 156.000 punti vendita del commercio al dettaglio e ambulante. Più di un quarto del totale.
Un quarto dei negozi in meno
Il dato è la differenza tra i negozi che c’erano nel 2012 e quelli che ci sono oggi. Nello stesso periodo sono cresciuti solo alloggio e ristorazione, di circa 19.000 imprese.
Due precisazioni, perché i numeri vanno letti per quello che sono. Lo studio riguarda 107 capoluoghi di provincia e 15 comuni non capoluogo di grandi dimensioni, e Milano non è tra le città analizzate. E non dice che ogni negozio è destinato a chiudere: dice che il saldo è negativo, e che dentro quel saldo ci sono negozi che resistono.
Cosa sta cambiando
Da casa un cliente può comprare quasi tutto. Quello che non può portarsi a casa è la persona che lo consiglia, la prova, la riparazione, il posto dove fermarsi e restare.
Quindi la domanda utile non è «quanti negozi chiudono», ma «che cosa vendono quelli che restano». Guardiamo due categorie, una italiana e una americana. Hanno una cosa in comune: vendono un servizio e un luogo, non solo un prodotto.
Le farmacie: un nucleo protetto e un servizio che cresce
In Italia ci sono 20.295 farmacie, una ogni 2.904 abitanti, contro una media europea di una ogni 3.213. Nel 2025 il fatturato complessivo è stato di 27,865 miliardi di euro, il 4% in più rispetto al 2024 (Federfarma, «La farmacia italiana 2026»).
Va detto subito che la farmacia non è un negozio come gli altri. I farmaci con ricetta sono il 57,1% del fatturato e il numero delle farmacie è stabilito per legge. Una parte della loro tenuta viene da lì, non dal servizio.
Un’altra parte dipende da come lavorano le farmacie. Nel 2025 hanno erogato 1.162.182 prestazioni di telemedicina, e gli elettrocardiogrammi sono cresciuti del 26,17% (Federfarma, 2025). Misurare la pressione o fare un ECG sono servizi che richiedono di esserci, di persona.
La lezione per un negozio specializzato non è «fai come la farmacia». È che, dentro un’attività che vende prodotti, il servizio è la parte che internet non può copiare.
Le librerie indipendenti: l’esempio americano
Negli Stati Uniti ci sono 3.417 librerie indipendenti, oltre 500 in più in un anno (Fortune, 28 maggio 2026). È un dato americano e non si trasferisce all’Italia.
Il caso che racconta Fortune è quello di Kelley Hartnett, titolare di Double Dog in Missouri. Ha cominciato con un negozio su ruote e ora vuole uno spazio più grande, dove i clienti possano restare senza dover comprare. Per lei il negozio è «forse 50% libri e 50% comunità».
Il libro lo vende anche internet. La seconda metà no.
Cosa vuol dire per il tuo negozio
Un negozio specializzato ha quasi sempre la sua metà «comunità»: i clienti che tornano per un consiglio, una prova, una riparazione, una serata. Spesso nessuno la misura e nessuno la scrive da nessuna parte.
Tre domande da farti questa settimana:
- Quale servizio offri già, gratis, senza dirlo a nessuno?
- È scritto sulla tua scheda Google e sul tuo sito, o lo sa solo chi entra?
- Un cliente potrebbe averlo da internet? Se la risposta è no, lì c’è il tuo vantaggio.
La risposta alla prima domanda di solito è il primo punto da cui partire.
Fonti: Confcommercio, Ufficio Studi, «Città e demografia d’impresa», presentato il 12 marzo 2026; Federfarma, «La farmacia italiana 2026»; Federfarma, telemedicina in farmacia, dati 2025; Fortune, 28 maggio 2026.

