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Un Viaggio alla scoperta del Cambiamento
4
Set
2015

Come trarre il massimo dalla vetrina [3 esempi]

Conoscere i punti deboli e i punti di forza della vetrina per sfruttarli a proprio favore.

Per quanto una vetrina vuota possa sembrare una “tela bianca” dove tutto può accadere, non è così.

Ogni vetrina ha caratteristiche strutturali differenti che, se non sfruttate correttamente, possono ostacolare alcune delle più belle idee vetrina a cui si possa pensare.

Succede spesso che su 10 idee che passano per la mente di un visual solo 2 siano realmente realizzabili sulla base della struttura di partenza ed è chiaro che si tratta di un enorme impedimento (alla creatività e alle vendite).

Dunque comprendere le caratteristiche specifiche di ogni vetrina è fondamentale per la buona riuscita di un allestimento.

Analizzare più a fondo i dettagli e le peculiarità dello spazio a disposizione permette di sfruttarli al massimo utilizzando difetti e mancanze a proprio favore, trasformandoli in punti di forza, con il vantaggio di creare allestimenti vincenti e accattivanti per i passanti ma soprattutto evitando alcuni dei principali errori che si è soliti fare durante un allestimento.

 

Conoscere le principali strutture di una vetrina:

Esistono infinite possibilità e combinazioni che rendono ogni vetrina unica nel suo genere, ma partire dalla base è sempre un buon punto per individuare i vantaggi di ogni struttura vetrina.

Per questo ho deciso di analizzare 3 macro categorie:

Vetrina chiusa

Come trarre il massimo beneficio da una vetrina

Assomiglia ad una stanza e cattura l’attenzione del    pubblico  da una sola angolazione: la strada. Permette facilmente un’allestimento scenografico totalmente indipendente, infatti grazie al fondale che chiude lo spazio, lo sguardo resta focalizzato    sulla scena proposta, inoltre l’esposizione è  direzionata solo verso i passanti. Uno dei principali vantaggi è quello di non doversi   preoccupare del retro dell’esposizione poiché laparete di chiusura lo nascondono.

Questa vetrina è molto spesso usata dai department store che hanno l’esigenza di creare vetrine suggestive spesso mixando diversi brands. Alcuni esempi di eccellenza sono Harrods Selfriges e non ultima La Rinascente.

Vetrina aperta

Vetrina aperta

In questo caso invece manca la parete di fondo -a volte  mancano anche le pareti laterali- ma può essere trasformata  in semi-chiusa all’evenienza grazie a pannelli appesi al  soffitto.

Si tratta di un allestimento a “tutto tondo” ovvero la vetrina  è visibile su tutti i lati e da diversi punti di osservazione,  anche sul retro. Chiaramente l’interno del negozio è visibile dall’esterno,  questo si significa che dovrà essere mantenuto ordinato ed  attraente e soprattutto in linea con l’allestimento vetrina.

Nessuna Vetrina

Nessuna vetrina

Sono sempre più diffusi negozi che non hanno la vetrina, intesa come spazio esclusivo e dedicato, in questi casi le regole base dell’esposizione possono essere utilizzate nello spazio situato immediatamente all’ingresso del negozio, designato a vetrina (aperta e quindi a tutto tondo).

Questa è la struttura tipica per buona parte dei negozi inseriti in centri commerciali – spesso anche senza porta .

In sintesi…

Prima di progettare ed allestire una vetrina, è fondamentale comprenderne le caratteristiche: capire lo spazio a disposizione ma anche tutte le peculiarità che possano facilitare, complicare o limitare in termini di creatività l’allestimento.

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